I 17 Global Goals

Nonostante i notevoli progressi nella lotta contro la povertà a partire dal 1990, più di 800 milioni di persone, il 70% dei quali sono donne, vivono ancora in condizioni di estrema povertà. La nuova Agenda per lo sviluppo sostenibile si pone l’obiettivo di eliminare la povertà estrema entro il 2030. Oltre l’obiettivo di sradicare la povertà estrema, l’Obiettivo 1 riguarda un approccio globale alla povertà nel suo complesso, ma pone anche un bersaglio sulle singole realtà nazionali di povertà. I poveri sono particolarmente vulnerabili alle crisi economiche e politiche, alle problematiche di biodiversità e degli ecosistemi, delle catastrofi naturali e della violenza. Per garantire che i popoli fuggiti alla povertà non ricadano di nuovo in essa, questo obiettivo prevede anche misure per rafforzare la resilienza al sostentamento e i sistemi di sicurezza sociale.

Obiettivo 1: porre fine alla povertà in tutte le sue forme in tutto il mondo

1.1: Entro il 2030, sradicare la povertà estrema per tutte le popolazioni del mondo, attualmente misurata come persone che vivono con meno di $ 1,25 al giorno

1.2: Entro il 2030, ridurre almeno della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di ogni età che vivono in povertà in tutte le sue dimensioni in base alle definizioni nazionali

1.3: implementare sistemi a livello nazionale adeguati di protezione sociale e misure per tutti ed entro il 2030 per raggiungere la sostanziale copertura del numero di persone povere e vulnerabili

1.4: Entro il 2030, garantire che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti alle risorse economiche, così come all’accesso ai servizi di base, alla proprietà e controllo sulla terra e ad altre forme di proprietà, all’eredità, alle risorse naturali, ad appropriate tecnologie e a nuovi servizi finanziari, tra cui la microfinanza

1.5: Entro il 2030, rafforzare la resilienza dei poveri e di chi vive in situazioni di vulnerabilità e ridurre la loro esposizione e la vulnerabilità ad eventi estremi legati al clima e ad altri shock economici, sociali e ambientali e alle catastrofi

1.B: Garantire una notevole mobilitazione di risorse da una varietà di fonti, anche attraverso un rafforzamento della cooperazione allo sviluppo, al fine di fornire mezzi adeguati e prevedibili per i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, ad attuare programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue dimensioni.

1.B: creare quadri politici a livello nazionale, regionale e internazionale, a favore dei poveri e sensibile al genere, strategie di sviluppo, per sostenere gli investimenti nelle azioni di lotta alla povertà.

La fame? Vogliamo che diventi solo un ricordo!
Dobbiamo eliminare la fame e garantire che tutti, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano accesso a cibo sicuro, sano e sufficiente tutto l’anno. E’ necessario eliminare la malnutrizione nei bambini, nelle madri e negli anziani con programmi capaci di garantire loro protezione. Dobbiamo anche fare in modo che chi coltiva campi di piccole dimensioni ‐ soprattutto le donne e le popolazioni indigene ‐ possa aumentare ciò che produce e guadagnare di più.
Dobbiamo prevenire eventi che potrebbero avere conseguenze molto gravi per l’accesso al cibo, come alluvioni e siccità; proteggere le risorse della natura, come le sementi, le colture e gli animali da allevamento, e fare in modo che tutti ricavino benefici da queste risorse.
L’eliminazione della fame e l’accesso universale a cibo sufficiente e nutriente tutto l’anno è l’obiettivo fondamentale su cui si concentrano gli sforzi del Programma Alimentare Mondiale (WFP) insieme ai governi, alle altre organizzazioni internazionali, alle aziende e… ai cittadini come te!

Una vita in salute per tutti, a tutte le età!
Dobbiamo fare in modo che le donne non muoiano più durante il parto; che non muoiano più i neonati e i bambini sotto i cinque anni. Dobbiamo eliminare malattie come l’HIV/AIDS e l’epatite.
E’ necessario educare i cittadini alla prevenzione delle malattie e contro l’abuso di alcol e droghe, e informarli sui problemi di salute mentale. Tutti devono godere del diritto alla salute e avere accesso a cure mediche, farmaci e vaccini di qualità. Dobbiamo dimezzare le morti da incidenti stradali, e ridurre le morti e le malattie causate dalla contaminazione e dall’ inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo.

Una buona istruzione per tutti!
Istruzione per tutti, senza discriminazioni! Bisogna eliminare le differenze tra ragazze e ragazzi nelle opportunità di frequentare la scuola, e pari opportunità devono essere garantite ai bambini con disabilità, alle persone appartenenti a minoranze indigene e a chi è vittima di conflitti. Vanno migliorati gli edifici scolastici, le conoscenze e le capacità degli insegnanti. I giovani devono avere la possibilità di continuare a imparare, così da poter ottenere un lavoro migliore.
Bisogna garantire l’opportunità di ricevere borse di studio per continuare ad apprendere capacità tecniche importanti, nel proprio paese e all’ estero.

Uguali diritti per donne e uomini!
Donne, ragazze e bambine devono avere uguali diritti e opportunità di lavoro. Devono poter esprimere le proprie idee e avere reali opportunità di partecipare alle decisioni nella famiglia, nella società e nell’ economia. Bisogna garantire con leggi e azioni che le donne abbiano pari accesso alle risorse, alla ricchezza lasciata in eredità e alla terra. Ogni forma di violenza e ogni regola o pratica che possa danneggiare la loro salute fisica e mentale deve essere eliminata.

Proteggiamo l’acqua, conserviamo e miglioriamo la sua qualità!
Va garantito l’accesso di tutti ad acqua potabile, insieme all’accesso a sistemi sicuri di depurazione degli scarichi e di gestione dei rifiuti. Bisogna favorire sistemi per il riutilizzo dell’acqua, ridurre e prevenire la sua contaminazione dovuta, ad esempio, allo sversamento di prodotti chimici. E’ necessario che tutti i cittadini vengano informati sul ruolo che ciascuno svolge nei sistemi sanitari e nella gestione dell’acqua. Ci deve essere un impegno comune nella protezione degli elementi dell’ambiente che all’acqua sono legati, come paludi, laghi, foreste e falde.

Energia sicura, su cui possiamo sempre contare…e che rispetti l’ambiente!
Dobbiamo sviluppare infrastrutture e tecnologie migliori per creare sistemi di energia moderni, accessibili e affidabili e ridurre lo spreco di energia. Tra gli impegni va incluso un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili e lo sviluppo di sistemi di energia
più pulita, cioè quella non derivante da combustibili fossili (gas, carbone, petrolio).

Opportunità di lavoro per tutti…in sicurezza e dignità!
E’ necessario offrire opportunità per attività lavorative creative, capaci di incoraggiare le persone a sviluppare il loro potenziale.
Nelle attività economiche, è necessario garantire il rispetto e la protezione delle risorse naturali e condizioni di lavoro sicure e dignitose per tutti, inclusi donne, giovani, persone con disabilità e lavoratori migranti. Bisogna favorire l’accesso alla formazione per ridurre il numero di giovani senza lavoro e migliorare la loro occupazione, così come prevenire ed eliminare il lavoro minorile in tutte le sue forme.

Infrastrutture e tecnologie per migliorare la nostra vita!
Uno degli impegni è quello di garantire accesso a internet e alle tecnologie avanzate, favorendo la ricerca soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Bisogna sviluppare infrastrutture (come le telecomunicazioni) e produzioni industriali che siano in armonia con l’ambiente e utilizzino le risorse in maniera sostenibile.

Non più disuguaglianze!
Il sostegno alle persone vulnerabili è fondamentale per una crescita economica rapida e sostenibile. Le leggi e i programmi dei paesi devono garantire la protezione degli individui nel loro paese e all’ estero. Le pratiche legali e la giustizia devono garantire diritti e protezione a tutti, con particolare riguardo per chi è svantaggiato.

I luoghi dove viviamo? Sicuri, aperti e amici della natura!
Bisogna garantire abitazioni sicure e di qualità, assieme a sistemi di trasporto rispettosi dell’ambiente e rivolti alle esigenze di bambini, donne e persone vulnerabili. I cittadini devono poter partecipare alle decisioni che riguardano la pianificazione e il miglioramento delle loro città. E’ fondamentale, inoltre, tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico. Il qualità di vita nelle città richiede anche speciale attenzione nella gestione dei rifiuti e nel controllo della qualità dell’aria.

Produciamo e consumiamo…stando attenti alle risorse!
Gli individui e le imprese devono dimezzare la quantità di spreco alimentare globale per persona. Le parole chiave sono le “tre R”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Per garantire il consumo sostenibile è, inoltre, necessario informare i cittadini contro gli sprechi alimentari e fornire loro gli strumenti per adottare stili di vita in armonia con la natura.

Combattiamo il cambiamento climatico e i suoi effetti!
Bisogna combattere il cambiamento climatico e fare in modo che le persone siano preparate a fronteggiare i disastri legati al clima e altri tipi di disastri. Bisogna anche imparare a conoscere gli effetti dei cambiamenti climatici già sui banchi di scuola.

Proteggiamo la flora e la fauna marina!
Dobbiamo proteggere e utilizzare in maniera sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine, pensando al futuro – ad esempio proibendo la pesca intensiva. Aumentare la conoscenza scientifica, sviluppare la capacità di ricerca e di trasferimento tecnologico marino, tenendo conto dei criteri e orientamenti della Commissione oceanografica intergovernativa (http://www.ioc-unesco.org/ ) al fine di migliorare la salute dell’oceano e per migliorare il contributo della biodiversità marina nei paesi in via di sviluppo, in particolare dei piccoli Stati insulari e paesi meno sviluppati.

Piante, suoli, specie animali: proteggiamoli!
Dobbiamo proteggere e utilizzare in maniera sostenibile gli ecosistemi terrestri – le foreste, ad esempio – combattendo la desertificazione e la perdita di biodiversità, ovvero la varietà
delle specie animali e vegetali. Come? Ad esempio riducendo la deforestazione, piantando più alberi, vietando la caccia di specie animali protette. E’ importante coinvolgere in queste attività le popolazioni indigene.

Vogliamo pace e giustizia!
Dobbiamo combattere ogni forma di violenza e di sfruttamento verso i bambini. Dobbiamo garantire che tutti i cittadini possano far valere i propri diritti e possano fidarsi della giustizia sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Bisogna combattere la corruzione e rafforzare le istituzioni per prevenire violenza, terrorismo e crimine. Tutti, inoltre, devono avere libero accesso all’ informazione.

Uniti per raggiungere gli stessi obiettivi!
E’ necessario garantire il raggiungimento degli obiettivi da parte di tutti i governi. I Global Goals devono essere parte delle politiche dei paesi e essere sostenuti da risorse adeguate. A questo scopo, sono fondamentali le alleanze con i cittadini e le organizzazioni. Le politiche devono essere coerenti, cioè spingere verso gli stessi obiettivi, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. La misurazione dei progressi e dei risultati rispetto agli obiettivi deve poter contare su informazioni e dati di qualità e sulla loro buona gestione!

Fonte: https://www.aics.gov.it/home-ita/settori/obiettivi-di-sviluppo-sostenibile-sdgs/

CAMBIAMENTI CLIMATICI: COSA SI INTENDE?

In climatologia con il termine cambiamenti climatici o mutamenti climatici si indicano le variazioni del clima della Terra, ovvero variazioni a diverse scale spaziali (regionale, continentale, emisferica e globale) e storico-temporali (decennale, secolare, millenaria e ultramillenaria) di uno o più parametri ambientali e climatici nei loro valori medi: temperature (media, massima e minima), precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali.

Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per “cambiamenti climatici” si intende qualsiasi cambiamento di clima attribuito direttamente o indirettamente ad attività umane, il quale altera la composizione dell’atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilità naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili.

La mole di dati a conferma sia del cambiamento climatico, sia della sua attribuzione, è notevolissima, e si calcola che il 97% dei professionisti impegnati nella ricerca climatica concordi sull’attribuzione antropica.

Il cambiamento climatico così definito deve essere misurabile, in prima analisi, attraverso variazioni sistematiche nelle grandezze statistiche delle variabili meteorologiche, che siano calcolate in un intervallo di tempo di diversi decenni e di norma almeno trentennale.

La Terra ha 4.6 miliardi di anni, e processi di tipo astronomico e geologico, su scale di tempi di almeno qualche centinaio di migliaia di anni, hanno determinato condizioni iniziali diversissime per il clima terrestre: senza scomodare i primi due miliardi di anni della storia terrestre, in cui il nostro pianeta era un corpo completamente alieno dal punto di vista geofisico e atmosferico, i cicli orbitali, ed in particolare il ciclo di Milanković, hanno in effetti determinato periodi caldi e periodi freddi, che vanno sotto il nome di periodi interglaciali e glaciali. Il cambiamento attuale non è avvenuto in una scala temporale di milioni di anni, né di centinaia di migliaia, né di migliaia di anni, come i processi orbitali o geologici: è secolare se non decennale, ossia né geologico né astronomico, ma perfettamente riconducibile a processi puramente chimico-radioattivi.

Anidride carbonica atmosferica media mensile presso Osservatorio di Mauna Loa, Hawaii aprile 2020

La concentrazione di CO2 in atmosfera è passata da un valore di 280 parti per milione (ppm) registrato prima della rivoluzione industriale fino alle 414,50 ppm del 2020 (anno del record); ricordando che le ppm, sono il rapporto fra il numero di molecole di gas serra e il numero totale di molecole di aria secca. Ad esempio, vivere in un mondo a 350 ppm significa che in atmosfera ci sono 350 molecole di gas serra per 1 milione di molecole di aria secca.

Commentando i dati dell’Osservatorio Mauna Loa, la climatologa della Texas Tech University, Katharine Hayhoe ha sottolineato che «come scienziata, quello che mi preoccupa di più non è che abbiamo superato l’ennesima soglia del numero tondo, ma ciò che questo aumento significa in realtà: stiamo continuando a tutta velocità con un esperimento senza precedenti sul nostro pianeta, l’unica casa che abbiamo».

C’è da preoccuparsi, perché anche se bene o male le economie mondiali sono riuscite a tenere fermo (ma non ridurre, come dovrebbe) il livello di emissioni di gas serra, di questo passo in venti anni arriveremo alle 450 ppm. Il che significa che saranno superati i 2 gradi di aumento della temperatura globale, cosa che secondo la scienza produrrà disastri meteo sul pianeta.

il cambiamento climatico non è un problema futuro – sta accadendo proprio ora.

Ce la faranno le api?

Le api sono degli insetti fondamentali per il nostro ambiente e l’equilibrio degli ecosistemi dalla cui scomparsa derivano gravissime conseguenze a livello di equilibrio ambientale e biodiversità. Tuttavia, anche la sfera economica e quella umana ne risentono significativamente. Secondo i dati STEP (Status and trends of European pollinators), solo in Europa il 9,2% delle 1965 specie di insetti impollinatori sta per estinguersi, mentre un ulteriore 5,2% potrebbe essere minacciato nel prossimo futuro. Tenendo conto che l’80% delle piante esistenti dipende dall’impollinazione delle api, si capisce quanto la portata del fenomeno può essere devastante. Le cause sono molteplici e interconnesse l’una all’altra. Possiamo ricondurle comunque a fattori come parassiti e malattie, ai prodotti chimici, al tipo di ambiente che le circonda, al ruolo diretto dell’apicoltore stesso ma anche, e non ultime, alle pratiche agricole che senza dubbio rivestono un peso importante sia nella scomparsa sia nella salvaguardia delle api.

Apis mellifera

Pensiamo a come sarebbe la nostra vita se fossimo al posto delle api.  Se fossimo malati e avessimo fame dovremmo procurarci il cibo da soli. Per farlo dovremmo andare al mercato, distante dalla nostra casa, e magari neanche tanto fornito ma malati ci mettiamo lo stesso in marcia perché ne vale la nostra sopravvivenza. Arrivati sul posto, stanchi e deboli, compriamo e consumiamo il cibo che però risulta intossicato. Disorientati e ancor più deboli non riusciamo più a ritrovare la strada di casa. E allora iniziamo a girare nei dintorni, ma il cibo scarseggia, ed è ricco di sostanze che ci fanno sempre più male, ci avvelenano il corpo, diventiamo sempre più deboli e allora ci allarmiamo e ci aggrappiamo a qualsiasi cosa perché sappiamo che con questa quotidianità non riusciremo mai a tornate a casa dalla nostra famiglia….

Una ricerca effettuata dalla Comunità Europea in collaborazione con gli Stati Uniti d’America ha rivelato come sia una famiglia in particolare di pesticidi, i neonicotinoidi, ad essere la più deleteria per la scomparsa delle api. I neonicotinoidi sono pesticidi (e insetticidi) introdotti su larga scala proprio in coincidenza con l’inizio della moria delle api. Sono usati in agricoltura per la concia delle sementi di mais e di altre colture. Agiscono sul sistema nervoso di insetti infestanti, ma purtroppo, a quanto pare, vanno ben oltre. Un effetto che sembra riguardare anche gli insetti impollinatori, fondamentali per la sicurezza alimentare nel mondo e per la biodiversità. Inoltre si è scoperto che gli effetti negativi dei neonicotinoidi si ripercuoterebbero anche su alcune specie di volatili, secondo uno studio condotto dai ricercatori olandesi della Radboud Universiteit di Nimega, e che (Università di Trento) i neonicotinoidi riducono olfatto, memoria e senso dell’orientamento delle api. Si tratterebbe dunque di una sorta di innesco deflagrante e letale di una serie di altri problemi di cui già da anni le api erano vittime. L’Unione europea ha deciso di agire in modo preventivo per salvaguardare gli insetti impollinatori. Dopo aver commissionato all’Efsa un parere sugli effetti dei neonicotinoidi, la Commissione europea ha scelto di vietarli dal primo dicembre 2013, per due anni, adottando il principio di precauzione, cioè reagendo “rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell’ambiente”. Nel febbraio del 2018 però una ulteriore valutazione scientifica dell’Efsa ha dimostrato il ruolo chiave che i neonicotinoidi ( clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) hanno sulla scomparsa delle api e che ne possono essere esposte in vari modi a seconda dell’uso del pesticida. Le valutazioni hanno indicato che in molti casi le api che foraggiano su colture trattate sul campo e nelle vicinanze sono probabilmente esposte a livelli nocivi dei pesticidi neonicotinoidi. Jose Tarazona, responsabile dell’unità Pesticidi dell’EFSA, ha così commentato: “La disponibilità di una quantità così estesa di dati e le nostre linee guida ci hanno permesso di giungere a conclusioni molto dettagliate. Ciò perché, polline e nettare della coltura trattata contengono residui di pesticidi, e le piante nelle vicinanze possono venire contaminate anche dalla polvere emanatasi dal campo. Inoltre, il terreno in cui è piantata la coltura può essere contaminato dal pesticida. In alcune situazioni il pesticida può persistere e accumularsi nel terreno. Questi residui vanno a finire nel polline e nel nettare delle piantine appena formate. I dati su tale fenomeno sono alquanto limitati, ma l’EFSA ha concluso che, in alcuni casi, le api potrebbero ancora essere esposte a livelli nocivi di pesticidi neonicotinoidi attraverso tale via. A questo punto c’è da chiedersi anche quanto i prodotti biologici possono essere considerati totalmente privi di pesticidi?

Trattamento con diserbante

Anche una ricerca di Greenpeace ha sollevato il problema, e come i neonicotinoidi continuino ad essere ritrovati in una vasta gamma di corsi d’acqua tra cui fossati, fiumi, ruscelli, laghi, zone umide temporanee, acque originate dallo scioglimento delle nevi, acque sotterranee e quelle in uscita dal trattamento dei reflui. Praticamente è come essere circondati e senza via di uscita, come un vero e proprio scacco matto che l’uomo si sta accingendo a portare a termine, contro se stesso!